Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,18-22.
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Chissà cosa voleva dire Gesù? se pensava in quel momento alle barche affollate di migranti che sarebbero stati ”pescati” ogni giorno nel mare immenso della disperazione. E chissà cosa pensavano i pescatori, quando lasciarono subito tutto per seguirLo? Forse immaginarono di poter faticare meno, di poter avere finalmente e facilmente cibo in quantità.
Ma la fatica invece resta….
Non sono questi, forse, uomini? o forse sono pesci?
Anche chi pesca ed è abituato a stare tante ore con i piedi nell’acqua, alla fine ne diventa parte
Il mare è uno, ma ci accomuna molto di più
Le reti invece sono tante e ci dividono, nel migliore dei casi, ci soffocano.
Ma come sempre è questione di prospettiva: oggi io pesco..domani sarò pescato!
Uomini-pesci, della stessa natura, di uno stesso mare tempestoso.
Ma c’è una rete che ci unisce senza costringere, è quella dalle maglie più larghe, non per perderci, ma per ritrovarci liberi di scegliere, di uscire e rientrare tutte le volte che vogliamo: su le reti! giù le reti!
E in questo gioco di onde verticali, si svolge la vita….devi solo decidere di giocare…
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